Il Compagno Immaginario
Il compagno immaginario è un fenomeno abbastanza diffuso nei bambini di ogni età.
E importante sottolineare, sin da subito, che si tratta di qualcosa che non ha nulla a che fare con la patologia bensì si tratta di una creazione spontanea dei bambini per mezzo del quale vanno a compensare, attraverso un atto creativo, una qualche mancanza che percepiscono nella loro vita.
Solitamente i bambini tendono a creare i loro compagni immaginari nel momento in cui nessuno è disponibile a intrattenersi e a giocare con loro o in mementi in cui faticano a tollerare la solitudine come potrebbe essere, ad esempio, la notte e il conseguente distacco dai genitori.
Al compagno immaginario viene spesso dato un nome, una forma, una tipologia ben precisa di personalità e viene trattato dal bambino stesso come se fosse qualcuno di reale. Può essere una persona cosi come un animale o un oggetto. Vi è un famoso fumetto intitolato “Calvin and Hobbes” dove un bambino rende animata, ma solo in alcuni momenti, una tigre peluche utilizzandola come compagna di giochi. In questo caso l’immaginario parte da un dato concreto della realtà ma i due meccanismi sono molto simili.
Le caratteristiche del compagno immaginario, date dal bambino, sono importanti indizi che ci possono far comprendere il motivo per cui il bambino ha dato via a questa attività.
L’utilizzo di un compagno immaginario ha molteplici funzioni: può consentire infatti ad un bambino di tollerare meglio i momenti di solitudine, può essere un mezzo per comunicare agli altri le proprie paure (…sai mamma il mio amico immaginario ha paura del buio e teme che possa succeda qualcosa di spaventoso…) , può inoltre essere uno strumento per sostituire una mancanza, anche grave, nella vita di un bambino o semplicemente il desiderio, da parte del bambino, di giocare con le proprie capacità creative.
Esistono situazioni in cui la scomparsa di un familiare viene sostituita da una figura immaginaria, che aiuta il bambino ad affrontare meglio tale assenza consentendogli di avere, anche se solo a livello immaginario, un punto di riferimento al quale appoggiarsi in alcuni momenti della propria eistenza.
Questa situazione è riscontrabile anche negli adulti sani che in alcuni momenti significativi della loro vita si ritrovano a conversare, a confidarsi con il genitore scomparso come se fosse realmente presente traendo da queste situazioni grande conforto e sollievo.
In alcuni situazioni i bambino immaginano i loro amici fantastici con caratteristiche che loro stessi vorrebbero poter avere. Si hanno quindi amici invisibili che sono dotati di una eccezionale forza, capaci di fare cose speciali, cosi come di caratteristiche più semplici come il potere essere un bravo studente o capace di giocare bene a calcio. Queste invenzioni hanno quindi il valore di compensare gli aspetti che i bambini ritengono più fragili della loro personalità e di potersi cosi sperimentare capaci attraverso la creazione di un compagno invisibile
Per i genitori o le figure che si prendono cura di questi bambini capire il senso di tali invenzioni ha sicuramente una grande importanza in quanto consente di poter meglio capire la fase evolutiva e le difficoltà che quel bambino sta attraversando
Ad esempio un bambino che si inventa una figura immaginaria con le caratteristiche di una donna adulta percepirà probabilmente una certa carenza da parte della madre e, se capito, potrebbe essere un indice che permetta alla madre stessa di porre maggior attenzione alle cure che rivolge al figlio. Solitamente i bambini tendono ad abbandonare questa creazione immaginaria perché non ne hanno più bisogni, poiché il compito per cui è stata data “vita” a questa creazione è stato assolto. Ritornando all’ esempio precedente si potrebbe ipotizzare che la madre si sia avvicinata maggiormente al figli e rende ora inutile e superfluo il lavoro svolto dal compagno immaginario che cosi viene abbandonato e dimenticato.
Simile alla creazione di un amico del tutto immaginario è l’utilizzo di peluche o giocattoli chiamati in termine tecnico “oggetti transazionali” che consentono al bambino di meglio superare i distacchi dalle figure di riferimento in quanto rievocano le figure significative che danno conforto e rassicurazione.
Dott Alessandro Metalli
Scritto da Dott A. Metalli
Condividi :   
|