La Solitudine dei Numeri Primi
Alice e Mattia hanno 7 anni quando le loro vite vengono segnate da un episodio che ne turba profondamente l’esistenza accompagnandoli dall’infanzia all’età adulta.
Alice,nonostante la detesti, è costretta dal padre a frequentare la scuola di sci.
Una mattina,dopo essersi separata dal resto del gruppo,se la fa addosso;per la vergogna decide di scendere a valle da sola. Mentre scia,a causa della nebbia,non vede che la pista è chiusa e cade rompendosi una gamba.
Mattia ha un sorella gemella ritardata:Michela. Seduti al primo banco,i due bambini si distinguono subito dal resto della classe:la testa di Mattia ha tanto gli ingranaggi perfetti quanto quella di Michela li ha difettosi. Quando ormai in terza elementare vengono invitati per la prima volta al compleanno di un compagno,Mattia sa già che la sorella si sarebbe versata addosso l’aranciata e avrebbe iniziato a frignare,così il giorno della festa la lascia sola al parco promettendole di tornare a prenderla tra un po’. Non la rivedrà più.
Anoressica lei,autolesionista lui,Mattia e Alice sono come quelli che i matematici chiamano primi gemelli:due numeri primi separati da un solo numero pari. Vicini,”ma non abbastanza per sfiorarsi davvero”. Divisibili esclusivamente per 1 e per sé stessi.
Mano a mano che si va avanti a contare,le coppie di numeri primi si diradano divenendo sempre più isolate,smarrite nell’infinito spazio delle cifre. Tra i matematici è convinzione che continuando a contare se ne incontrerà sempre un’altra,anche se non si può dire dove finché non la si scopre.
Immobilizzati dalle emozioni trattenute,schiacciati dall’inadeguatezza al mondo esterno,accomunati ed al tempo stesso irrimediabilmente divisi dalla propria solitudine,i due giovani non possono altro che far si che la vita scivoli loro addosso e aspettare che le cose succedano da sole,lasciando il lettore in una continua sensazione di apnea tra le parole non dette.
“La solitudine dei numeri primi” non ha la pretesa di rappresentare una generazione;è piuttosto la storia di un disagio esistenziale,di chi di fronte a quella generazione tutta trasgressione,sesso facile e genitori assenti portata alla ribalta da Moccia e dal filone giovanilistico in generale,viene rifiutato. E di chi ne fugge.
Alice è zoppa,Mattia ha un segreto inconfessabile,il suo amico Denis è omosessuale,Michela una portatrice di handicap:i personaggi del romanzo sono dei diversi che la società non accoglie. Sono dei reietti che trovano sé stessi e la forza per vivere rifugiandosi in un mondo personale:Alice nel controllo del cibo,Mattia nella matematica,Denis va a studiare in Spagna,Michela il suo mondo lo ha addirittura in testa.
Paolo Giordano è l’autore che non ti aspetti:26 anni,una laurea con lode in fisica teorica ed un dottorato di ricerca presso l’Università degli studi di Torino.
Edito da Mondatori nel gennaio 2008,”La solitudine dei numeri primi” è in breve divenuto il caso editoriale dell’anno,sino ad aggiudicarsi il premio Strega lo scorso luglio. Niente male per un’opera di debutto.
Scritto da _ire_airens
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