Italiani e caffè, come cambia il rapporto: dalla moka alla passione per le capsule

Quello fra italiani e caffè è un rapporto che dura… una vita. Una tradizione, un fatto culturale, un aroma di casa: noi italiani senza l’espresso non possiamo proprio vivere. E i dati di mercato lo confermano: il caffè tostato, nel 2018, ha registrato un giro d’affari di 1,1 miliardi di euro e oltre 273 milioni di unità vendute, con Lavazza a Modo Mio che sviluppa circa il 32% del fatturato delle capsule . Lo rende noto l’Iri nel suo rapporto “Il Caffè tostato nella Grande Distribuzione in Italia: i segnali del cambiamento”. In particolare, si scopre che nella distribuzione organizzata (Ipermercati, Supermercati e Libero Servizio Piccolo) circa il 72% dei volumi del caffè tostato sono spiegati dal segmento moka, che tuttavia sviluppa il 52% del valore complessivo con un andamento in flessione (-2,2% in volume e -5% in valore). Completamente diverso il discorso per quanto riguarda le capsule, che incidono per il 7% sui volumi del macromondo del caffè, ma generano il 28% del valore e che, con un posizionamento di prezzo elevato, sono l’unico segmento che sostiene la categoria con un trend del +14% in volume e +10% in valore.

Le capsule? Boom al Sud e delle compatibili

Quello delle capsule per il caffè è un settore che cresce sia in termini di vendita sia di offerta. In particolare, si registra una crescita dell’appeal di questo prodotto in tutte le aree dello Stivale, ma con una accelerazione maggiore al Sud, in cui hanno però un’incidenza più bassa. Sempre nel comparto capsule, lo studio evidenzia che l’aumento è diffuso tra tutti i sistemi compatibili anche se a ritmi diversi. Lavazza a Modo Mio registra una crescita più contenuta (+0,5%), conservando però un’ottima dinamicità a livello dei volumi (+10%). L’andamento migliore è quello delle capsule Nespresso, (+33,7% nella spesa e +36% in volume) con un’incidenza del 30% sul valore del segmento, il cui assortimento aumenta in maniera importante a seguito dei nuovi lanci. I sistemi Dolce Gusto, che rappresentano il 26% del fatturato, mantengono livelli positivi (+7,7% in valore e +12,5% in volume).

Cresce l’acquisto on line, anche per il caffè

“Stiamo assistendo negli ultimi anni ad una forte accelerazione nei mutamenti delle abitudini e degli stili di vita degli italiani che trovano origine in cambiamenti sociali profondi: la gestione della vita professionale e privata è sempre più complessa, gli spazi domestici sono più piccoli, crescono le famiglie monocomponenti e i giovani faticano a trovare l’indipendenza economica restando più a lungo in famiglia. Questi mutamenti inducono i consumatori ad essere più efficienti nelle scelte alimentari senza rinunciare al gusto, premiando i prodotti ad alto livello di servizio come le capsule appunto, e anche nel fare la spesa” si legge nel rapporto Iri. Una recente ricerca di Shopper Insight realizzata da Iri a livello europeo indica che l’acquirente italiano diversifica l’acquisto di prodotti cosiddetti “Grocery” (cioè quel gruppo di prodotti alimentari, di articoli per la pulizia della persona e della casa, di merceologie varie e di prodotti di consumo non durevoli, venduti confezionati nei negozi alimentari e nei supermercati) tra i canali alternativi più della media europea; inoltre i dati Infoscan Census© confermano che nel 2018 le vendite si sono spostate dai canali tradizionali verso i canali specializzati, i discount e l’online. In particolare, riferendosi al canale digitale, il report specifica che il Largo Consumo Confezionato nel canale online supera i 458mio€ con una crescita pari a quasi il 40% rispetto al 2017. E in base alle rilevazioni di Iri, il caffè macinato è la prima categoria venduta sul web.