L’approccio corretto tra venditore e cliente

Una giornata è fatta di tanti momenti simili e ugualmente importantissimi per chi lavora dietro al bancone di un negozio. Attimi perfetti che diventano occasioni, che si verificano quando le persone fanno ingresso nella loro attività. Perché vuol dire che c’è stata una scelta, un accordo tacito di fiducia e anche un primo attestato di stima: quella persona è stata conquistata da un certo elemento che può essere la giusta disposizione in vetrina delle scarpe per la stagione invernale all’ultima moda, oppure magari una cartellonistica accattivante abbinata a prezzi interessanti e colori ben coniugati a seconda della stagione. Insomma, il primo passo (nel vero senso della parola) è compiuto: la persona decide di entrare per valutare l’acquisto, bisogna saperla accogliere e mettere a proprio agio. Abbiamo chiesto agli esperti di www.nuvoluzione.com quali siano le migliori strategie e quali i comportamenti corretti da tenere per instaurare un vincolo cordiale che porti a una trattativa di successo. Tutto ruota attorno al primo approccio del venditore: fondamentale, specie in un’epoca dove le relazioni sono diventate sempre più virtuali. C’è voglia di parlare, di esprimersi ma spesso non tutti sono disposti ad ascoltare: una pratica quest’ultima che apre le porte alla confidenza. Salutare chi è appena entrato è l’Abc, per instaurare un primissimo rapporto senza correre il rischio di far sentire il cliente come un osservato speciale. No a domande la cui risposta sia ‘sì’ o ‘no’. Si resta a disposizione, lasciando la libertà di movimento tra scaffali pieni zeppi di ballerine colorate e di tendenza come quelle ridisegnate da Marta Ferri o stivali per affrontare i rigori dell’inverno.

Lo shopping esperienziale, una pausa rilassante

Ogni cosa ormai viene vissuta come un’attività esperienziale, lo stesso vale anche per lo shopping naturalmente. Non si entra solo per comprare, passando del tempo in quella che può diventare a tutti gli effetti una pausa colorata il più lontano possibile da stress e tensioni: il cliente, alla fine, valuterà quella che è stata l’intera esperienza d’acquisto come fosse un mini-film, dove il venditore sarà l’attore non protagonista. Il segreto è non pedinare’, ma anzi lasciare libera la persona di muoversi alla scoperta e in autonomia della merce esposta. Quando ci sarà bisogno, sarà lei stessa infatti a chiedere aiuto. A questo punto ci ci sarà così modo per il venditore – chiamato a fornire informazioni esaustive su un certo articolo – di individuare lo spunto perfetto per inserire un aneddoto o un episodio di vita reale, in grado anche di scambiare qualche sorriso. Sono le basi di una conversazione, che creeranno un clima amichevole e in grado di favorire una maggiore propensione all’acquisto di quell’articolo (oltre a una indiretta fidelizzazione del cliente). Lo shopping non conosce regole né stagione, dunque ogni giorno potrà essere quello giusto per fare pratica anche per i venditori che siano ancora alle prime armi.

Fare pratica di conversazione

Secondo gli esperti, osservare il mondo e le persone che sono intorno è la chiave del successo, quando si va in cerca di una metodologia per un miglior approccio con un ipotetico cliente. Gli argomenti e gli spunti di conversazione potranno infatti essere più facilmente trovati e risultare maggiormente genuini se si riuscirà a pescare a piene mani da veri confronti con i propri amici e familiari. Si potrà inoltre sperimentare il modo migliore per passare con disinvoltura da un argomento all’altro. Questo perché se il cliente risulterà interessato all’acquisto e magari predisposto anche a un confronto ci sarà modo di sfoggiare le proprie conoscenze di questo o quell’argomento che sia moda, sartoria o magari cronaca quotidiana internazionale. Una volta concluso l’affare e ormai avviato all’uscita dal negozio, il cliente potrà ricordare l’esperienza di acquisto in modo positivo oltre che produttivo. E – con l’intramontabile passaparola o qualche clic sui social – consigliarlo anche alle sue conoscenze, senza tralasciare l’aspetto esperienziale.